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Siciliano Antonio

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Antonio Siciliano e’ nato a Napoli nel 1936. Ha studiato Pittura presso l’Accademia delle Belle Arti di Napoli dove oggi e’ titolare della cattedra di Tecniche pittoriche. Allievo di Emilio Notte per cui e’ stato abituato a combattere vecchie concezioni artistiche ma anche sociali, valori, questi, tramandati anche ai suoi allievi. Inizia la sua attivita’ artistica nel 1955 partecipando a molte esposizioni collettive e personali.


E’ stato premiato alla Mostra del Banco di Napoli, 1961; Pro Civitate Cristiana, Assisi 1961; prima e seconda Mostra di arti figurative a Napoli; Mostra ‘Giovane pittura contemporanea’ e del bozzetto scenografico, 1961; prima e seconda ‘Rassegna d’Arte del Mezzogiorno’ svoltesi a Napoli. Ha partecipato, inoltre, a: Premio Posillipo, 1960; Premio A.Mancini 1963; 2° Mostra Premio Portolano, 1968; Collettiva di Grafica, Napoli 1969; Rassegna Giovani Pittori Napoletani, Villa Museo Pignatelli, Napoli 1972.
Soggiorna a Lecce dal 1962 al 1966 dove insegna discipline pittoriche al Liceo artistico salentino e dove incontra, nel 1962, Oskar Kokoschka dalla cui personalità artistica Siciliano e’ stato influenzato dopo il periodo trascorso insieme a Lecce. Kokoschka:"… raramente nella mia lunga vita ho potuto notare in una Scuola d’Arte una comunità così culturalmente ispirata sebbene io curi ovunque, in America e in Europa, i contatti."
Sono di questo periodo le mostre ‘pugliesi’ alla Galleria Maccagnani, Lecce, alla Galleria Toma, Galatina (Le), al Premio Maggio di Bari, Bari, alla Galleria del Salento, Lecce, alla Galleria Reggiani, Brindisi, alla Galleria La Fenice, Bari.
Dal 1966 Siciliano e’ di nuovo a Napoli. La sua pittura fino al 1970 si svolge in chiave contestataria, non priva di una componente surreale, emergente sonelle prime opere dove le figure o gli ambienti erano dilatati, della società o meglio di certi aspetti del vivere quotidiano.
E attraquesto assamble pittorico il discorso di Siciliano si oggettiva in una chiarezza di linguaggio motivato dall'interesse degli eventi sugli eventi in una articolazione pitintensamente espressiva che perviene alla stesura di un mondo che si va distendendo e diffondendo in una visione di imluci, riflessi fino alla ricomposizione di un ambiente dove l'imsi scioglie in arabesco.
Agli inizi degli anni settanta Siciliano avvia una nuova fase pittorica nel solco dell'informale che spinse l'artista a dirigere la ricerca verso un' arte libera da schemi e strutture significanti.
Le opere di questo periodo sono caratterizzate da grande raffinatezza tecnica, dal rifiuto della forma, da una scelta cromatica limitata e inoltre dall'uso di materiali insoliti come il bitume misto al colore.
Le esposizioni piu’ significative da ricordare di questo periodo sono quelle alla Galleria La Scogliera, Vico Equense (Napoli); alla Galerie Annemarie Verna, Zúrich; alla Galleria San Marco, Verona; Rassegna d'Arte Contemporanea Internazionale, Amalfi; alla Camera di Commercio di Alessandria; alla Art Milles Gallery, New York.
Nel 1980 è invitato dal Comune di Diamante (Cs) a realizzare un ‘murales’ , insieme ad altri Maestri dell’Accademia delle Belle Arti di Napoli. Nel 1982 partecipa alla Esposizione ‘Napoli ’82: quasi una situazione, Castel dell’Ovo’.
Dalla metà degli anni ottanta Siciliano ha rimosso, in senso figurato, la patina dei suoi quadri: una patina non del tempo, ma del pensiero; una vernice quasi “beverone controriformista”. Ha scavato nella materia pittorica, riportando alla luce le tinte originali: ha scavato, perché egli si sente pittore e lo è, nella capacità tecnica ed espressiva.
Ed è il Trittico per le dèjeuner di Siciliano che apre il suo nuovo corso: un progetto le cui linee essenziali e programmatiche sono tracciate in quest’opera.
Dagli anni novanta ad oggi Siciliano riflette sul senso del suo operare, scava dentro di se, nelle sue opere recupera volta a volte frammenti di scenari esotici di forte impatto emotivo, suggestioni ed iconografie metafisiche, ricordi pompeiani, vesuvi come cifre simboliche chiuse all’interpretazione. Tutto ciò attraverso una pittura autocontemplativa ed introversa, struggente; una pittura, infine, matura che fonda il suo insegnamento sulla sua stessa presenza. Le opere più significative di questi anni sono, fra le altre, Grecità, Arabìa, Un pensiero per kandinky, Archeologia ercolanese, Cardamone, Kamikaze. Tra le mostre si ricordano quella all’AMA (Ars Magister Artis) a Napoli; alla Galleria Alessandro Veronesi, Roma; alla Galerie Schultz, Munchen; alla Galleria Evangelisti Arte, Bologna; alla Galleria Lombardi, Roma.
Nel 2009 esegue il restauro dell'affresco di Villa Fernandes di Portici (Na).

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