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Accademia di Belle Arti Napoli

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 L’Accademia di Belle arti di Napoli è una delle più antiche e prestigiose d’Italia. Venne fondata da Carlo di Borbone nel 1752 con il preciso intento di “educare” i giovani aspiranti artisti e, fino a qualche decennio fa, era l’unica Accademia dell’Italia meridionale peninsulare.

L’Accademia di Belle Arti di Napoli costituisce, quindi, un luogo fondamentale per lo studio delle arti e sulle arti a Napoli e nel meridione d’Italia dalla metà del XVIII secolo ad oggi. Tra alterne vicende che l’hanno vista comunque protagonista della storia artistica del sud, è sempre stata polo aggregante delle diverse realtà e luogo di dibattito sulle arti. In essa non solo si sono formate intere generazioni di artisti meridionali ed italiani, ma vi hanno lavorato famosi maestri e docenti stranieri, creando quel clima europeo che ancora attualmente caratterizza la nostra Istituzione attraverso una fitta rete di relazioni e scambi culturali. Oggi le Accademie in Italia si vanno rifondando in ordine alla nuova legge di riforma (L. 508/1999), varata per adeguare l’organizzazione degli studi e la valenza del titolo agli standard europei: le Accademie, luoghi peculiari e carichi di eccezionali potenzialità, sono imprescindibili per la formazione artistica approfondita e la riforma ha finalmente riconosciuto il livello universitario alle Accademie di Belle Arti in Italia che rilasciano diplomi equiparati alla laurea di I e II livello. È stato cosi definitivamente sancito il ruolo determinante di queste Istituzioni di alta cultura preposte alla formazione ai massimi livelli in campo artistico, in una nazione in cui l’arte sicuramente ha prodotto e produce ricchezza e molta di più ne potrebbe produrre, solo se si portasse avanti una politica più sensibile ed attenta nel settore delle arti, dei beni culturali e della creatività. Comunque, il novantanove per cento di coloro che sono artisti ha frequentato un’Accademia di belle arti.


L’Accademia di Belle Arti di Napoli oggi è un’Istituzione complessa, detentrice di uno know-how peculiare, fiera di essere allocata in un monumentale edificio e proiettata verso il futuro per rispondere sempre meglio alla sua mission istituzionale di alta formazione per ciò che concerne didattica, ricerca, sperimentazione, innovazione e produzione nel campo delle arti. Tutto ciò grazie anche al grande ampliamento dell’offerta formativa e ai sempre più stretti rapporti con Istituzioni pubbliche e private. Ma non può esserci creatività e innovazione senza cultura e conoscenza.

L’Accademia di Napoli forma circa duemilatrecento studenti, non solo campani, con una significativa presenza di stranieri. La nuova dimensione universitaria e l’ampliamento degli indirizzi sta comportando una ulteriore espansione del numero degli studenti. Luogo privilegiato e deputato al “fare artistico”,  l’Accademia di Napoli si pone, al presente, l’ambizioso obiettivo di formare i nuovi quadri della produzione dell’immagine tout court, non solo, cioè, nel vasto ambito delle arti figurative, ma anche per quel che concerne la creatività applicata all’uso dei nuovi media, della grafica pubblicitaria, del design, del restauro dei beni culturali e della didattica dell’arte, della fotografia, del cinema e della televisione.

Oggi l’offerta formativa dell’Accademia di Napoli propone corsi di diploma di I livello in Pittura, Scultura, Decorazione, Grafica d’arte, Scenografia, Graphic Design, Nuove tecnologie dell’arte, Fashion Design, Didattica dell’arte, Fotografia, cinema e televisione e corsi di II livello in Arti Visive e Discipline dello Spettacolo (indirizzi Pittura, Decorazione, Scultura, Grafica), in Scenografia per il teatro e Scenografia per il cinema e la televisione, in Fotografia, in Fashion Design, in Costume per lo spettacolo, in Graphic Design per la comunicazione pubblica, in New Media Art. Inoltre in Accademia si tengono i Corsi di II livello per la formazione dei futuri docenti nell’area delle arti e del disegno. In particolare l’Accademia di Belle Arti di Napoli a partire dall’anno accademico 2011-2012 ha acceso il corso quinquennale a ciclo unico in Restauro abilitante alla professione di restauratore di beni culturali, con tre indirizzi professionalizzanti, essendo stata accrditata dalla Commissione tecnica Mibac – Miur per le attività istruttorie finalizzate all’accreditamento delle Istituzioni formative e per la vigilanza sull’insegnamento del Restauro, presieduta da Marisa Dalai Emiliani. Così, insieme all’Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro, l’Istituto Centrale per il Restauro e la Conservazione del Patrimonio Archivistico e Librario, l’Opificio delle Pietre Dure, alcune Università e Accademie, l’Accademia di Napoli è tra le poche Istituzioni accreditate al rilascio del diploma di II livello in Restauro appunto abilitante alla professione di restauratore dei Beni Culturali.

Già dal 2000 era acceso il corso quinquennale  (3+2) di “ Conservazione e Restauro delle opere d’arte moderne e contemporanee” di Napoli, unico del MIUR, nell’ambito dell’Alta Formazione di Restauratori di opere d’arte moderne e contemporanee in Italia centro meridionale. Tra i primi interventi la manutenzione ed il restauro condotti nell’ambito dei cantieri-scuola nelle stazioni dell’arte della linea 1 Metropolitana di Napoli. Ma moltissimi sono stati i restauri effettuati dalla Scuola di restauro, sotto l’alta sorveglianza del MIBAC, a cominciare da quelli sulle opere del patrimonio stesso dell’Accademia (dipinti, sculture, disegni, calchi in gesso).

La specifica formazione delle Accademie costituita dalla koiné dei saperi teorici, progettuali e laboratoriali viene finalmente aggiornata alle nuove esigenze socio-culturali e del mercato del lavoro, garantendo la possibilità di rafforzare il nesso formazione-lavoro ed assicurando i collegamenti dei nostri Istituti riformati con le altre Istituzioni universitarie, le imprese e i luoghi di lavoro intellettuale, stabilendo, infine, feconde interconnessioni con le Facoltà universitarie sia umanistiche che tecnico-scientifiche, nonché imprescindibili collaborazioni con le imprese dei settori tecnologici e telecomunicativi o con le Istituzioni preposte alla tutela, valorizzazione e salvaguardia del patrimonio, a seconda degli indirizzi dei corsi di diploma.

Infatti, negli ultimi anni si sono accese molteplici collaborazioni con enti pubblici e privati per permettere a tutti i nostri studenti di fare stages particolarmente formativi. Tra le convenzioni più significative atte a incrementare e rafforzare il nesso tra formazione e lavoro s ricordano quelle con tutte le Soprintendenze del territorio e con i loro laboratori di restauro per gli studenti del corso di restauro o quelle con i Teatri napoletani per gli studenti di scenografia, Metronapoli e Metropolitana di Napoli per la salvaguardia delle stazioni dell’arte della linea 1 e 6 della metropolitana di Napoli e con il Napoli Teatro Festival e con il Napoli Film Festival e la Città della Scienza.

Infine, nell’ambito dell’adeguamento agli standard europei, particolare importanza viene data dall’Accademia di Napoli al processo di internazionalizzazione, incrementando lo scambio di allievi e docenti di altre Istituzioni internazionali e non solo attraverso il Progetto Socrates ed Erasmus, ma sfruttando ogni possibilità disponibile e molti sono anche i rapporti con il mondo orientale ed in particolare con la Cina, grazie al Progetto Turandot; inoltre, dopo parere favorevole dell’Agenzia Europea Erasmus, l’Accademia di Belle Arti di Napoli, a partire da quest’anno accademico, potrà vantarsi di garantire ai propri studenti il diploma Supplement.

Le Accademie non sono, però, soltanto mere scuole o “università” che dir si voglia, ma Istituzioni particolarmente ricche complesse. Molte, e principalmente quelle storiche, sono beni culturali esse stesse, sia per gli edifici monumentali che occupano, sia per il ricco patrimonio di opere d’arte e documenti che conservano. Questo è un dato particolarmente vero per l’Accademia di Napoli, ospitata dalla metà del XIX secolo nella sua attuale e magnifica sede, l’ex convento di San Giovanni delle Monache, restaurato e appositamente adeguato alla nuova destinazione d’uso da Enrico Alvino. Fin dalla sua fondazione e poi lungo il corso del XIX secolo, l’Accademia di Belle Arti di Napoli ha creato una sua raccolta con acquisti, donazioni e acquisizione di prove di concorsi. Grazie all’impegno di artisti illuminati quali Palizzi e Morelli, che credevano nell’importanza del museo per la didattica delle arti, si costituì la Galleria regionale d’Arte Moderna con Regio Decreto del 1895.

L’Accademia di Napoli ha così il privilegio, tra le Accademie italiane, di non aver visto espropriato il suo patrimonio di opere d’arte ed è quella che possiede la più cospicua raccolta museale. Esclusa la Gipsoteca con le sue centinaia di pezzi, alcuni rari e di gran pregio, la Galleria Regionale d’Arte Moderna dell’Accademia consta di quasi mille opere tra dipinti, disegni e sculture, di cui quasi cinquecento dipinti, oltre duecento disegni e circa settanta sculture.

Formatasi per esigenze didattiche, ovvero poiché “gli allievi conoscessero l’arte dei maestri”, la Galleria comprende opere dal Cinquecento al Novecento. Prevalentemente si caratterizza, però, per il consistente nucleo di opere del secolo scorso e della prima metà del nostro. La raccolta, che include e si caratterizza anche per il nucleo di 227 opere donate nel 1898 da Filippo Palizzi, è preziosa soprattutto per conoscere le arti nel meridione in età contemporanea. Dopo che per decenni è stata chiusa e negata agli studenti, alla città e agli studiosi, nel 2005 è stata riaperta al pubblico, ampliata nella sede, aggiornata e arricchita con le opere dei maestri che hanno operato nell’Accademia di Napoli dal 1950 in poi, rinnovata e ammodernata nei depositi e nel nuovo ordinamento museale. Proprio le sale dedicate ai nostri maestri dell’ultimo cinquantennio contribuiscono a scrivere una pagina della nostra recente storia artistica troppo spesso dimenticata o mistificata e non sembra casuale questa riapertura museale nell’attuale congiuntura partenopea, che nel giro di pochi mesi ha visto l’inaugurazione di altri due nuovi musei del contemporaneo, il PAN e il MADRE. Avere una Galleria, e connessa ai fini didattici e di ricerca connaturati all’essenza vocazionale stessa della nostra Istituzione, significa rafforzare l’operare dell’Accademia di Napoli nel sistema delle arti contemporanee. Da tre anni l’Accademia organizza mostre monografiche dedicate ai MAESTRI, già si sono tenute quelle dedicate a Guido Tatafiore, Domenico Spinosa, Augusto Perez ed Emilio Notte.

La nostra scommessa sarà vincente nell’ambito dell’alta formazione artistica se sapremo sempre più valorizzare ed arricchire il nostro patrimonio artistico e culturale. Questo patrimonio diventa il pilastro fondante della formazione delle giovani generazioni che troveranno nuova linfa e nuovi stimoli nel suo valore storico ed estetico.

E se la politica culturale di questa direzione si fonda sul promuovere la dignità dell’Accademia di Napoli in ogni ambito, ciò è vero principalmente attraverso la tutela, la salvaguardia e la valorizzazione del suo patrimonio di beni mobili e immobili. Dopo l’apertura della preziosa Galleria, infatti, il 30 ottobre del 2007 si è inaugurata la Gipsoteca in sale rinnovate, a seguito della campagna di conservazione e restauro dei rari e seducenti calchi e gessi del XVIII e XIX secolo a cura del Corso di Conservazione e Restauro delle opere d’arte moderne e contemporanee; nel 2009 ha aperto la prestigiosa e storica Biblioteca “Anna Caputi” con circa 1800 volumi, di cui alcuni antichi e rari, e si è ultimato il riordino e la schedatura dell’intero patrimonio librario e il conseguente inserimento in rete attraverso il sistema SBN (Servizio Bibliografico Nazionale), in collaborazione con la Biblioteca Nazionale di Napoli, e è ricominciata una politica di acquisti per l’implementazione dei fondi librari nell’ambito delle arti contemporanee e dello spettacolo. Nel 2010 si sono inaugurati il Teatro Antonio Niccolini, messo a norma e riprogrettato da Massimo Alvisi, e l’Aula Magna con la ricollocazione dopo il restauro dei calchi ottocenteschi del fregio e delle metope del Partenone. E in ultimo, nell’ambito di questa politica pluriennale tesa alla valorizzazione di un patrimonio troppo a lungo dimenticato, si è portato a termine l’ammodernamento e risistemazione del prezioso Archivio Storico con documenti preziosi per la nostra storia artistica dal Settecento in poi.

Le numerose richieste di partecipazione ad eventi e manifestazioni di rilievo nazionale ed internazionale, l’imminente apertura del teatro, modernamente attrezzato, la ristrutturazione della storica biblioteca arricchita e riaggiornata quale centro di documentazione sulle arti soprattutto contemporanee e meridionali e la sua informatizzazione, la risistemazione dell’Archivio Storico e la sua integrazione fino ai nostri giorni, in un progetto di collaborazione con la Soprintendenza Archivistica della Campania, il restauro dei gessi per la nuova Gipsoteca e la sua integrazione attraverso copie dal Museo Archeologico Nazionale, in collaborazione con la Soprintendenza Archeologica di Napoli, sono una realtà che ha la forza di ridare dignità e ruolo di alta cultura alla nostra Istituzione.

Oggi un museo in Accademia deve rispondere a più necessità: non solo quella espositiva e conservativa ma, soprattutto, quella didattica, restituendo così al museo stesso una delle ragioni d’essere della sua fondazione. Più che musei, quindi, nel senso attuale del termine, ovvero meta del tempo libero e del viaggio, la Galleria e la Gipsoteca di Napoli si propongono come laboratori didattici per eccellenza, luogo della formazione per le generazioni di artisti del futuro.

L’Accademia di Belle Arti di Napoli, quale Istituzione complessa e polivalente di alta cultura, attualmente si propone quindi quale luogo privilegiato dove far convivere tecnologia e creatività in maniera inedita, con un’offerta formativa ampia e di qualità che spazia dalla pittura e dalla scultura al design, alla fotografia, al cinema, alla video arte e al fumetto, al restauro.

Significativi lavori di ammodernamento delle aule e dei laboratori sono stati effettuati negli ultimi anni con grandi implementazioni delle attrezzature e strumentazioni, a cominciare dalle aule multimediali, laboratori di scenotecnica e aule di scenografia, laboratori di graphic design, sala per il disegno, laboratorio di scultura, laboratori per le nuove tecnologie, per la grafica d’arte e per fashion design, così la nuova aula magna con il riallestimento delle parti scultoree in gesso del Partenone e il grande investimento per i nuovi laboratori di restauro; ed è stata ultimata la rete wi-fi per tutta l’Accademia e molti altri progetti sono in cantiere.

Oggi un nuovo capitolo si apre, la partita da giocare è di notevole importanza per la nostra Istituzione poiché l’Accademia si pone come spazio privilegiato per sperimentare percorsi legati alla sua specifica natura laboratoriale dove teoria e prassi, innovazione e creatività dialogano tra loro offrendo un poderoso antidoto contro il dilagante abuso tecnologico che produce nuove più subdole schiavitù, se non filtrato dalle visioni e dalle emozioni in una scala di valori estetici e formali. Il clima di fervore che si respira nell’Accademia e la rinnovata attenzione nei suoi confronti da parte delle Istituzioni pubbliche e private, nonché della stampa cittadina e nazionale, sono un chiaro segno dell’inversione di tendenza, in termini di modernità e di inserimento nel sistema del contemporaneo, che va delineandosi in questi ultimi anni e sono il naturale sviluppo di un lavoro condotto con impegno e nella convinzione della necessità dell’arte per lo sviluppo civile di una nazione.

Produzione, ricerca e sperimentazione sono i cardini di intervento dell’Accademia di Napoli riformata, Istituzione storica prestigiosa che ha così l’ambizione e la possibilità di ripensare e ridisegnare i suoi obiettivi formativi proiettandoli nel futuro. La volontà è quella di aprirsi sempre più alle istanze socio-culturali della città e della nazione, instaurando collaborazioni di ogni tipo, ma al tempo stesso di restare sempre memore e cosciente della propria tradizione, difendendo il suo specifico know-how laboratoriale, ingrediente essenziale per la diffusione della cultura artistica, in una città viva e ricca di iniziative di richiamo internazionale quale è Napoli nel primo decennio del ventunesimo secolo. Perché non può esserci creatività e innovazione senza cultura e conoscenza.

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